SULLE COLLINE MODENESI A RISCOPRIRE IL LAMBRUSCO

Un viaggio nel territorio modenese a conoscere il cambiamento e la tradizione, con vino, aceto balsamico ed ospitalità

Anche il Lambrusco, come tanti vini la cui immagine è stata legata ai grandi numeri sta cambiando il proprio volto.  Ne è un esempio Anselmo Chiarli (clicca qui per vedere la video intervista), produttore di quarta generazione innamorato della sua terra, delle sue vigne e del suo vino. Per questo ha intrapreso, come altri produttori, un percorso verso la selezione delle uve, l’utilizzo di vitigni quasi abbandonati o abitualmente utilizzati nelle more dei disciplinari, senza però trovare adeguata dignità nelle etichette. Il Lambrusco è un vino generoso nella produzione, ma fragile e delicato. Ottenere vini che sappiano esprimere il meglio delle proprie potenzialità è un lavoro difficile e paziente, ma che ha ripercussioni positive su tutto il movimento economico, turistico e territoriale, come ormai senza smentite hanno dimostrato moltissime aree vitivinicole italiane.

Culto assoluto della tradizione invece per l’aceto balsamico, come ribadito da Giovanni Leonardi, nelle cui acetaie sono presenti “batterie” di botticelle che sono state costruite agli inizi del 1700 e che continuano a contribuire alla maturazione del mosto cotto insieme a quelle più recenti. Questa azienda, come poche altre, lavora a ciclo chiuso, ovvero produce le uve che servono a  realizzare il mosto che dopo essere stato cotto viene pazientemente travasato di botte in botte.

Sono tanti ancora gli spunti per un tour in questo territorio, sopra tutti il Parmigiano, che in queste colline matura nelle sue espressioni migliori, ma per riuscire a vivere una full immersion assoluta è utile concedersi un momento di benessere e relax alle Terme della Salvarola, dove molti dei trattamenti estetici sono profondamente legati ai prodotti caratteristici. Bagni, massaggi e terapie prevedono l’utilizzo di vinacce, uva, oli essenziali derivati dai vinaccioli anziché ciliegie o miele.

Un week end in questa terra può rappresentare un forte arricchimento culturale e benefico, in una dimensione dove nuovo e antico si incontrano costantemente, in un contesto enogastronomico di grande rilevanza.

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