SE IL CARTONE DIVENTA BOTTIGLIA

Cogliere i segnali di cambiamento nel mondo dei consumi di vino in Italia

SE IL CARTONE DIVENTA BOTTIGLIA

Il mercato italiano del vino è sostanzialmente diviso in due, tra chi il vino lo beve e chi si occupa di vino. I primi sono la maggioranza, consumatori e basta, per i quali la soglia della decenza basta e avanza, il prezzo deve essere basico e la massima discriminante è tra bianco e rosso, tuttalpiù frizzante o liscio. Gli altri (la minoranza) sono quelli per i quali il vino rappresenta una scelta, una filosofia, una cultura, sono professionisti, comunicatori, sommelier o semplici appassionati, però se i primi consumano senza farsi troppe domande, i secondi amano parlare, discutere, a volte anche pontificare. Per questa ragione in rete come sui media si parla esclusivamente di vino "colto" e se a volte si arriva così a creare mostri di sofismo o fenomeni modaioli, ciò non esclude  tutta la "letteratura" positiva che si produce e che permette al vino italiano di essere un baluardo culturale, ancorchè commerciale. Ciò detto, senza nascondersi dietro ad un dito, i consumi del vino industriale surclassano pesantemente quelli di vino tradizionale e qualitativamente referenziato. Le spiegazioni, oltre a quelle accennate, esistono e sono molte, fondamentalmente si possono ricondurre a tutti i prodotti di largo consumo vs. quelli artigianali, fuoriserie o di nicchia, aggiungendo che in questo caso non si tratta di mera produzione, ma di  (si spera)  stare in una serie di regole e vincoli, primo tra tutti quello  imposto da madre natura.

Ma l'aspetto che, tra quanto avviene negli scaffali dei supermecati e dei discount, solletica e stimola alcuni pensieri, è l'avanzata, in mezzo al classico brick di cartone stagnato, di nuovi prodotti. Questa volta in vetro, prima frizzanti e rosati, accompagnati dalla stagione calda ed ora anche rossi e bianchi, dove appare per la prima volta un richiamo al vitigno. Il contenuto di queste bottiglie, pur sempre da primo prezzo e dai requisiti basic, comincia a somigliare di più a quelle poste sui ripiani con prezzi maggiori.

A pensare positivo, il consumatore di massa, pur storcendo ancora il naso di fronte a descrizioni ricche di sentori e colori, nasi fruttati e palati suadenti, pur continuando a non concepire personaggi che guardano rapiti sfumature di rubino o riflessi aranciati, roteando i calici con gesti teatrali, potrebbe cominciare a intravedere che oltre ai bianchi ed ai rossi, ci può essere anche altro. Scoprire che non tutte le uve sono uguali, colore a parte, che la scadenza sul brick conta meno della stagione di produzione, della zona di origine e che a differenza di molti altri prodotti industriali, la terra e la gente che la coltiva ha molto da far conoscere, anche attraverso una bottiglia. Più prosaicamente, un'azienda attenta al mercato si reputa matura e sufficientemente secolarizzata per entrare in un altro segmento di mercato. Si capirà nel prossimo futuro. Di sicuro è un ulteriore segnale di come il mondo del vino, tutto senza distinzioni, si orienti alla qualità prima che alla quantità, costretto forse dai trend di consumo, ma anche da chi del vino, ama particolarmente parlare.

Print
Categorie: News
Vota questo articolo:
3.0

Le più lette


 

L' enoteca dei vini liguri

Uno sguardo virtuale sull’enoteca più completa e varia sul vino di Liguria, con dettagli ed informazioni su oltre 200 etichette e 50 produttori. .

Scopri i vini liguri

«gennaio 2018»
lunmarmergiovensabdom
25262728293031
1234567
891011121314
15161718192021
22232425262728
2930311234
bodrum escort
atasehir escort pendik escort atakoy escort halkali escort avcilar escort sirinevler escort